Fare l’informatico cosa comporta?

Molti credono che in informatica io sia una specie di mago, un genio o Dio solo sa cos’altro.
In questo post cercherò di fare un po’ di chiarezza spiegando prima di tutto il mio percorso di studi (piuttosto breve) e professionale, poi darò il mio punto di vista a chi vuole approcciare il mestiere dell’informatico nella vita.

Da qualche giorno ormai ho raggiunto i 28 anni netti e un collega, mentre risolvevamo insieme un problema da un cliente, mi ha chiesto che lavoro avessi fatto prima di arrivare in Apra Informatica.
Siccome non è la prima volta che mi viene chiesto, siccome ogni volta che compio gli anni mi piace guardarmi indietro e fare un mini bilancio e siccome ora ho un blog, ho deciso di scrivere un po’.

I primi ricordi che ho della mia vita, li ho di me ed il computer insieme, ho iniziato a 7-8 anni ed ho approfondito negli anni a seguire, grazie all’attività di famiglia.
Dopo aver terminato le scuole medie, decisi di rimanere in tema iscrivendomi a ITCG P. Cuppari, scegliendo l’indirizzo programmatori.
Concluse le superiori, come molti, mi domandai se la laurea era ciò che faceva per me, visitai quindi diverse facoltà.
Ricordo distintamente quando andai ad una presentazione all’università di ingegneria informatica ad Ancona e un professore mi mostrò con fare estremamente soddisfatto come fosse riuscito a mettere Linux e Windows sullo stesso pc.
Parliamo ormai di molti anni fa, tuttavia, la cosa avrebbe dovuto stupirmi (secondo lui) ma io avevo già fatto la stessa cosa un anno prima e il mio primo pensiero fu quello di essere di nuovo (come per le elementari, medie, superiori) in un contesto che mi avrebbe rallentato (suona strafottente, lo so, ma in informatica ho sempre avuto 10 senza mai aprire un libro).

Dopo aver preso il diploma di ragioniere programmatore, decisi quindi di farmi le ossa a lavoro e scartare la scelta di una laurea per una mia stretta convinzione: su un argomento in evoluzione perenne, la scuola come istituzione ed i professori non riescono ad essere al passo con i tempi.
Con il senno di poi, a distanza di anni, non mi pento affatto di essere approdato in un ambiente di lavoro, gli scenari reali sono una palestra ottima dove tutti i giorni l’obbiettivo di migliorare e migliorarsi ti permette di imparare tantissime cose.

Tutto quello che so sui computer e che la gente reputa geniale in realtà è un connubio tra ambiente di lavoro e libri che negli anni ho acquistato e studiato, anzi, ecco quelli che ancora possiedo, se vi dovesse interessare qualcosa chiedete pure, li presto volentieri.

libri informatica

Come dicevo, il lavoro in una azienda tecnologica all’avanguardia come Apra Informatica da la possibilità di mettere mani e testa su apparati “costosi” (a differenza dell’università) e questo è un buon punto di partenza, da approfondire poi sui libri, ma non finisce qui…

La passione è il vero motore che ti fa superare certi “limiti”.

A tutti quelli che mi chiedono come si fa a diventare dei graal del computer posso solo dire che la passione e la voglia di apprendere sono gli unici ingredienti in grado di creare risultati nel tempo.

Un consiglio a chi è giovane e indeciso, se avete una forte passione e dovete scegliere il vostro futuro, optando per l’informatica dovrete mettere in conto un impegno smodato, se non c’è un impegno vero e disinteressato, difficilmente si arriverà a certi livelli in questo settore così tecnico, complesso e vasto.
Scordatevi del tempo e di fare 8 ore lavorative standard, dovrete dedicare intere giornate per elevarvi ad un certo livello, non si sfugge!

D’altro canto, dopo qualche anno di grossi sacrifici, sarà una gran soddisfazione muovere aziende molto grandi, far funzionare automatismi, collaborare con altre aziende e sapere che non ci sono veramente limiti su ciò che puoi realizzare!

Un altro argomento di cui parlare è, a mio modo di vedere, il tipo di informatico che si vuol diventare, su cosa specializzarsi ecco.
Da sempre ci sono sviluppatori, sistemisti e grafici probabilmente farete uno di questi lavori perchè farli tutti è ormai impossibile.
Ma c’è una cosa che secondo me andrebbe chiarita, è impensabile limitarsi completamente allo sviluppo software o alle reti o ai sistemi operativi, ogni sviluppatore dovrebbe conoscere le basi di un sistema operativo e ogni sistemista dovrebbe conoscere un minimo di sviluppo.
E’ impensabile (e mi è capitato) che uno sviluppatore non sappia cos’è un indirizzo IP tanto quanto che un sistemista non conosca il significato di un operatore condizionale IF.
Qualunque strada voi decidiate di intraprendere, qualunque prodotto voi decidiate di approfondire, è fondamentale che voi sappiate le basi delle reti, dei sistemi operativi e dello sviluppo software, altrimenti, non arriverete mai a certi livelli.

Ad oggi considero l’informatica teorica dei laureati una nicchia piuttosto piccola del mercato e con uno spettro lavorativo molto limitato, al contrario, chi crea, studia, impara e ha voglia di fare, ha oggi molte opportunità di inserirsi in un contesto lavorativo.
Si è discusso dell’argomento con un mio collega e ci si è accorti che tra tutte le persone veramente capaci con cui abbiamo avuto a che fare, l’1% aveva la laurea, i più bravi avevano tutti delle certificazioni.
Con questo non voglio assolutamente dire che la laurea è inutile, voglio solo rimarcare, che dalle mie esperienze lavorative, le persone veramente brave in questo settore, non hanno quasi mai una laurea.

Al vostro futuro

5 pensieri su “Fare l’informatico cosa comporta?

  1. Bruno dice:

    Buongiorno, mi chiamo Bruno, ho 23 anni e sono sistemista presso la Halley Informatica di Campobasso da due anni. Ho letto questo tuo post e sembra cascare a pennello nel mio dilemma personale che mi sta attanagliando in quest’ultimo periodo. L’azienda in cui lavoro, nonostante appartenga ad un gruppo molto radicato nel mondo del software per la PA, sta passando un periodo di crisi tremendo. Ho accettato il lavoro nonostante sapessi che l’azienda era in crisi perché avevo bisogno di imparare nuove cose e applicare le mie conoscenze sul campo. Ad oggi però mi trovo di fronte ad un bivio provocato dal dubbio del bisogno o meno della laurea per cercare un nuovo posto di lavoro presso, magari, un’azienda più grande e più strutturata.
    La domanda che vorrei porgerti è: le aziende oggi guardano più il cosiddetto “pezzo di carta” oppure più tengono conto delle tue conoscenze e delle tue esperienze?

    • Simone Ciamberlini dice:

      Le aziende che stanno sul settore da 30 anni e hanno raggiunto una certa dimensione generalmente sono molto più lente rispetto all’evoluzione in atto in ambito HR, ti chiederanno un CV con laurea perchè spesso il management lo reputa un buon punto di partenza.
      Se (come immagino) punti ad un posto di lavoro stimolante devi (secondo me) puntare a costruirti un bel bagaglio di esperienza e mostrarlo attraverso blog, post, gruppi, community ecc…
      Quello è il vero curriculum del futuro!

  2. Alessandra dice:

    Ciao ho trovato il tuo post molto interessante. Da laureata in informatica mi ritrovo in una situazione dove mi sembra di aver perso tempo poiché non sono in grado di rispondere a nessuno degli annunci di lavoro in quanto non sono idonea a nessuno di questi. Hai qualche consiglio da darmi? Ho pensato di continuare a studiare per conto mio ma non saprei da dove cominciare.. Non saprei dove sia meglio indirizzarsi .

    • Simone Ciamberlini dice:

      Avrai sicuramente scovato un aspetto dell’informatica che ti appassiona di più, il mio consiglio è di buttartici anima e corpo e accettare lavori anche a basso reddito all’inizio.
      Poi verrà tutto da se se sei brava!

      • Alessandra dice:

        Ciao grazie per la risposta. Mi piacerebbe orientarmi verso la programmazione web. Hai qualche consiglio su libri, siti ecc..?

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